Politica regionale dell’UE 2014−2020

Politica regionale dell’UE 2014−2020

La politica regionale dell’UE, ossia la politica di coesione, è una politica di investimento che si prefigge di creare posti di lavoro, promuovere la competitività e la crescita economica, migliorare la qualità della vita e incentivare uno sviluppo sostenibile. Con il cambio di paradigma che caratterizza il nuovo periodo di programmazione 2014–2020, la politica regionale europea converge con la Nuova politica regionale (NPR) svizzera.

Cos'è la politica regionale europea?

Dopo quella agricola, la politica regionale è la seconda politica di investimenti più importante della Commissione europea. Per mezzo di vari fondi (ad es. Fondo di coesione, Fondo europeo di sviluppo regionale) sostiene gli Stati membri nei loro sforzi volti a rafforzare lo sviluppo economico e sostenibile delle regioni europee e a promuovere la coesione sociale e territoriale. Dagli anni 1970, la politica regionale ha permesso di realizzare numerose attività di ricerca, infrastrutture di trasporto, ottimizzazioni di processi amministrativi nonché progetti importanti nel settore dell’ambiente, dell’energia e dello smaltimento dei rifiuti.

Tramite la politica regionale, nel periodo 2014−2020 la Commissione europea investirà complessivamente 325 miliardi di Euro per lo sviluppo regionale. Questi fondi saranno completati da finanziamenti nazionali e regionali. La Cooperazione territoriale europea (CTE) e gli strumenti di cui dispone (Interreg, URBACT, ESPON e INTERACT) nonché le strategie macro regionali quali l’EUSALP rappresentano la componente transfrontaliera della politica regionale e devono contribuire a incentivare lo sviluppo economico, sociale ed ecologico dell’UE e die Paesi vicini non solo all’interno di singole regioni, ma anche al di là delle frontiere. I programmi sostenuti devono quindi concorrere in primo luogo a realizzare gli obiettivi della Strategia Europa 2020 

La politica regionale dell’UE per il periodo di promozione 2014–2020 ha subito un cambiamento di paradigma. Finora era piuttosto incentrata sulla perequazione, i fondi erano distribuiti ad annaffiatoio e investiti in numerose attività. Oggi, invece, persegue una crescita qualitativa maggiormente incentrata sull’innovazione e intende stanziare i fondi in modo più mirato, puntando su settori di crescita strategici. La politica regionale europea mira inoltre a conseguire obiettivi chiari e misurabili, esige il rispetto di determinate condizioni di base da parte degli Stati membri che intendono utilizzare i fondi della politica regionale e prevede un miglior coordinamento dei vari programmi di sostegno.


Obiettivi e priorità tematiche

La politica regionale dell’UE è una politica di investimento che si prefigge di creare posti di lavoro, promuovere la competitività e la crescita economica, migliorare la qualità della vita e incentivare uno sviluppo sostenibile. Attraverso i suoi programmi la politica regionale europea mira a raggiungere i cinque obiettivi principali della «Strategia Europa 2020» – strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

  • Occupazione: il 75 per cento della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni è attivo.
  • Innovazione: il 3 per cento del prodotto interno lordo dell’UE è impiegato per la ricerca e lo sviluppo.
  • Cambiamenti climatici: sono raggiunti gli obiettivi di protezione climatica e energetici «20/20/20» (ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 20 per cento rispetto al 1990, aumentare al 20 per cento la quota di energie rinnovabili del consumo totale di energia, aumentare del 20 per cento l’efficienza energetica).
  • Istruzione: la quota di abbandono scolastico scende al di sotto del 10 per cento e almeno il 40 percento delle persone di età compresa tra i 30 e i 34 anni consegue un titolo di studio universitario o un titolo equivalente.
  • Povertà: il numero delle persone a rischio di povertà è ridotto di 20 milioni.

La politica regionale UE 2014–2020 punta su un impiego mirato delle risorse finanziarie in settori di crescita strategici. La novità consiste nel fatto che i suoi programmi, e quindi anche la CTE, sono imperniati su 11 ambiti tematici e che gli Stati membri devono investire i loro fondi in maniera mirata. I singoli programmi CTE scelgono fra gli ambiti tematici le priorità da perseguire. Gli ambiti tematici 1–4 sono prioritari:

  1. Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione
  2. Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)
  3. Potenziamento della competitività delle PMI
  4. Economia a bassa emissione di CO2
  5. Cambiamenti climatici e gestione del rischio
  6. Ambiente e efficienza delle risorse
  7. Trasporti sostenibili
  8. Occupazione e mobilità della manodopera
  9. Inclusione sociale e lotta alla povertà e alla discriminazione
  10. Educazione e formazione permanente
  11. Miglioramento delle capacità istituzionali delle autorità pubbliche

Qual è il nesso con la Svizzera e la NPR?

Anche nel nuovo periodo di programmazione 2014–2020 la Confederazione e i Cantoni sosterranno la partecipazione della Svizzera alla cooperazione transfrontaliera in Europa nell’ambito della Nuova politica regionale (NPR). Rispetto al periodo precedente, i contributi pubblici da parte della Svizzera sono notevolmente aumentati.

Le novità introdotte nella politica regionale dell’UE implicano un riorientamento della Cooperazione territoriale europea (CTE) e influiscono anche sulla partecipazione della Svizzera ai programmi Interreg V, ESPON 2020 e URBACT III.

La nuova politica regionale dell’UE, e con essa la CTE, si focalizza su un numero ridotto di tematiche o di ambiti di promozione e si orienta su obiettivi concreti, convergendo così con la politica regionale svizzera (NPR), che si basa sugli stessi principi. Tale convergenza può facilitare la collaborazione all’interno dei programmi. Come nel caso della NPR in Svizzera, i progetti sostenuti nell’ambito della CTE nel periodo di programmazione 2014−2020 devono essere scelti e valutati più sistematicamente in funzione degli effetti che producono. Ciò permetterà ai Cantoni di conseguire meglio gli obiettivi che si sono prefissati con la NPR attraverso progetti CTE.

Le priorità dei programmi CTE ai quali la Svizzera partecipa nel periodo di programmazione 2014−2020 (cfr. pag. 10–19) sono fissate in base agli ambiti tematici definiti dalla politica regionale europea (cfr. riquadro). A seconda del programma, i progetti possono essere presentati nell’ambito di un bando di concorso, entro una data prefissata, oppure durante tutto l’anno. I servizi di coordinamento dei vari programmi in Svizzera fungono da punto di contatto per le persone interessate e per i partner svizzeri. Forniscono informazioni sulle priorità della promozione, le procedure di richiesta di finanziamento e i criteri di selezione dei progetti, aiutano a trovare possibili partner e forniscono un sostegno anche durante l’attuazione del progetto.

Nel periodo di programmazione 2014−2020, i servizi di coordinamento sono liberi di approvare qualsiasi progetto ritenuto valido. I partner svizzeri possono partecipare a tutti i progetti e possono lanciare progetti nell’ambito della CTE. La NPR sostiene tuttavia solo quelli che rafforzano la competitività di una regione e generano valore aggiunto. La NPR si focalizza pertanto sui progetti dai quali le aziende regionali possono trarre direttamente vantaggio. È proprio questo effetto, e non l’orientamento tematico, ad essere determinante per valutare se un progetto può essere sostenuto grazie alle risorse della NPR. I fondi NPR possono anche servire a sostenere progetti che riguardano il settore ambientale e sociale se, ad esempio, creano concretamente posti di lavoro.

Come nel caso dei periodi precedenti, i programmi Interreg, ESPON e URBACT permettono di finanziare solo una parte dei costi progettuali. Di norma, una parte sostanziale del finanziamento deve essere sostenuta con fondi propri o di terzi. I servizi di coordinamento in Svizzera offrono supporto nella ricerca di fonti di finanziamento. 

Immagine: rakoellner / pixelio.de  

Bild: regiosuisse.

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