La piattaforma per lo sviluppo regionale in Svizzera

Inviato da jbellwald il Mar, 28.09.2021 - 15:21

Modulo Conoscenze

 

Definizione

Definizione di economia circolare

L’economia circolare rappresenta un approccio integrato che prende in considerazione l’intero ciclo di produzione, dall’estrazione delle materie prime al riciclaggio, passando per le fasi di concezione, produzione, distribuzione e utilizzazione, con quest’ultima che dovrebbe essere quanto più lunga possibile (vedi infografica UFAM, 05.12.2019). Se si riesce a chiudere il ciclo dei materiali e dei prodotti, le materie prime possono continuare a essere riutilizzate con grandi benefici non solo per l’ambiente ma anche per l’economia regionale.

Interaktive Grafik: ID 3  

Principi dell’economia circolare

Orientamenti di fondo

    • Icon nachhaltige Nutzung von Ressourcen

      Utilizzo sostenibile delle risorse: vanno impiegate soprattutto risorse rinnovabili o provenienti dall’agricoltura, dalla silvicoltura e dalla piscicoltura locali. L’obiettivo generale è creare valore salvaguardando al tempo stesso i cicli naturali e gli ecosistemi. Le risorse non rinnovabili vanno utilizzate con parsimonia, preservandone il più a lungo possibile la qualità prima di riciclarle e reimmetterle nella catena del valore.

    • Icon Nutzung erneuerbarer Energien

      Utilizzo di energie rinnovabili: vanno impiegate soprattutto energie rinnovabili provenienti idealmente da fonti geograficamente vicine e il loro utilizzo deve essere il più efficiente possibile.

       

    • Icon Verwendung von Materialien und Substanzen

      Impiego di materiali e sostanze idonei: vanno utilizzati materiali e risorse di alta qualità, separabili e – se necessario – riciclabili, che non siano nocivi né per l’ambiente né per la salute. Possibilmente, i cicli devono essere chiusi impiegando materiali e sostanze compostabili e/o fermentabili.

 

Architettura dei cicli dei materiali e dell’energia

I cicli dei materiali e dell’energia sono concepiti in modo tale da ridurre al minimo il consumo di risorse, i rifiuti, le emissioni e le perdite di energia. L’obiettivo può essere perseguito in tre modi:

  • Ridimensionamento dei cicli dei materiali e dell’energia – per esempio tramite aumenti di efficienza e risparmi nonché privilegiando l’impiego di materie prime e fonti energetiche rinnovabili.
  • Rallentamento dei cicli dei materiali e dell’energia – per esempio prolungando la durata di vita dei prodotti grazie a un design modulare che ne consenta una facile separazione in singoli componenti. Anche il reimpiego di prodotti mediante cessioni, vendite o scambi ne aumenta l’intensità di utilizzo e favorisce il rallentamento dei cicli
  • Chiusura dei cicli dei materiali e dell’energia grazie alla raccolta, al riciclaggio e al trattamento di prodotti e sostanze, in modo da ottenere materie prime secondarie da reimmettere in circolo. 

Valore aggiunto

Valore aggiunto per le città, le regioni e l’economia locale

Oltre a ridurre l’impatto ambientale delle attività di produzione, l’economia circolare permette di creare valore aggiunto economico nelle città e nelle regioni.

  • Minore dipendenza dai flussi commerciali globali: durata di vita dei prodotti superiore, maggiore efficienza e più riciclaggio consentono di rallentare e chiudere i cicli economici delle risorse. Si riducono così la dipendenza dai flussi commerciali globali e i rischi di penuria di risorse.     
    Esempio: presentazione su Star’terre 
  • Maggiore creazione di valore a livello regionale: la «rilocalizzazione» di catene di creazione del valore in ambito locale, regionale e nazionale offre l’opportunità di accrescere la produzione decentralizzata. Questo garantisce alla popolazione, anche in caso di crisi, l’accesso a prodotti di qualità su cui fare affidamento. Inoltre, buona parte del valore aggiunto creato resta nel Paese.     
    Esempio: presentazione sul parco regionale dello Chasseral
  • Rafforzamento del potenziale di innovazione: l’economia circolare costituisce terreno fertile per modelli d’affari innovativi, in particolare se combinata alla digitalizzazione. 
  • Creazione di posti di lavoro: un tessuto economico orientato alla circolarità favorisce il mantenimento e la creazione di posti di lavoro locali da parte delle imprese regionali. A beneficiarne è quindi anche la manodopera qualificata residente in zona.

I punti di forza dell’economia svizzera, come la manodopera ben formata e il potenziale in termini di innovazione, possono così essere ulteriormente valorizzati e la resilienza delle regioni può consolidarsi sul lungo periodo. L’economia circolare non è uno scopo in sé, ma uno strumento volto a favorire un consumo di risorse tollerabile e, di rimando, uno sviluppo sostenibile.


Potenziali

Quali sono le potenzialità dell’economia circolare?

Oltre a quanto risulta evidente osservando le varie fasi del ciclo (vedi grafica) e i relativi esempi, vi sono diverse possibilità per analizzare i potenziali dell’economia circolare. Si possono per esempio prendere in considerazione le catene di creazione del valore di determinati prodotti, i servizi condivisi e le cooperazioni, gli acquisti pubblici oppure settori specifici.

  • Catene di creazione del valore di determinati prodotti

    Per analizzare le diverse categorie di prodotti è necessario porsi specifiche domande:

    • Alimentazione, sostanze nutritive – Come possono essere impiegate in modo mirato e recuperate le sostanze nutritive nella produzione agricola?     
      Esempio: acquacultura ed economia circolare alla Tropenhaus di Frutigen
    • Acqua – In cosa consiste una gestione sostenibile dell’acqua a livello regionale? Come può essere garantito il consumo idrico per la produzione agricola in un’ottica di sostenibilità?
    • Costruzione ed edifici – Come si possono riutilizzare i materiali edili in modo da ridurre al minimo i rifiuti? Esistono alternative?
    • Elettronica – Come si possono recuperare le terre rare dai rifiuti elettronici?
    • Imballaggio – Come si può ridurre il consumo di materiale da imballaggio o limitare l’impatto della logistica tramite imballaggi adeguati?
    • Batterie e veicoli – Come possono essere reimpiegate nella regione le vecchie batterie per altri processi (p. es. come accumulatori di energia)?
    • Plastica – La plastica può essere sostituita da materie prime rinnovabili?
    • Legno – Come si può accrescere la creazione di valore regionale grazie al legno?
    • Tessuti – Come possono essere riutilizzati i tessuti?
  • Servizi condivisi e cooperazioni

    Il potenziale dei servizi condivisi e delle cooperazioni tra aziende in ambito regionale è consistente. La creazione di valore nella regione può aumentare grazie a nuovi modelli d’affari o al risparmio di risorse a diversi livelli. La cooperazione tra aziende può permettere la valorizzazione di sottoprodotti, come avviene per esempio a Hinwil, dove il calore residuo fornito dal locale inceneritore (KEZO) e il CO2 estratto dall’aria da Climeworks sono impiegati dall’azienda Gebr. Meier Primanatura AG per la produzione di ortaggi.

    I principi dell’economia circolare possono essere applicati anche a livello di zona di attività, al fine di raggruppare flussi di risorse e servizi.

  • Acquisti pubblici

    Il processo di acquisto è una delle fasi cruciali nell’economia circolare. Alle regioni compete un ruolo chiave nella definizione dei criteri relativi agli acquisti delle entità pubbliche. Il centro di competenza per gli appalti pubblici circolari Prozirkula si impegna per l’adozione dei principi dell’economia circolare in tale ambito. 

    Sulla piattaforma Kompass Nachhaltigkeit, aziende e responsabili degli acquisti pubblici possono inoltre trovare informazioni pratiche su come integrare criteri sociali ed ecologici nei processi di approvvigionamento. 

  • Settori specifici

    • Settore agroalimentare

      In Svizzera, il potenziale in termini di valorizzazione della produzione agricola nell’ambito di un modello circolare è elevato. Sono molte infatti le iniziative che puntano a ripristinare il ciclo naturale di produzione, valorizzazione e compostaggio (per esempio Ricoter:)

      Grandi potenzialità risiedono anche nei progetti volti a evitare o valorizzare i rifiuti alimentari:

      Un tema di grande interesse e attualità è quello dello sfruttamento delle risorse idriche nelle regioni. L’UFAM mette a disposizione strumenti pratici per la pianificazione a livello regionale.

    • Settore del legno

      Ogni anno, in Svizzera, vengono utilizzati circa dieci milioni di metri cubi di legno, importati principalmente da Germania e Austria. Le potenzialità in termini di impiego e valorizzazione della materia prima locale sono quindi importanti.

      Nel Canton Vaud, dove l’utilizzo del legno quale fonte energetica locale e rinnovabile beneficia di incentivi cantonali diretti, è stato lanciato uno speciale programma (Programme Bois) volto a coinvolgere maggiormente il settore del legno nell’economia regionale. L’impiego del legno quale materiale da costruzione contribuisce quindi al mantenimento di posti di lavoro decentrati lungo la catena di creazione del valore, in particolare nelle regioni rurali e periferiche della Svizzera.

    • Settore dei rifiuti

      La Svizzera è ai primi posti a livello internazionale per quanto riguarda la quantità di rifiuti pro capite prodotti. Il potenziale da sfruttare in termini di riduzione e riutilizzo dei materiali di scarto è dunque grande. Storicamente, la valorizzazione delle sostanze e delle energie residuali del processo di incenerimento dei rifiuti vanta una lunga tradizione in Svizzera. Da qualche tempo stanno guadagnando in importanza anche le questioni del recupero del CO2 e della gassificazione dei rifiuti organici.

      Ne è un esempio il processo di metanizzazione. Nell’ottica dell’economia circolare, è importante anche il reimpiego diretto di prodotti di scarto, come nel caso dell’azienda Freitag che ricicla i teloni degli autocarri per fare borse e accessori.

    • Settore della costruzione

      Il settore della costruzione impiega in Svizzera oltre 500 000 addetti e genera circa il 10% del PIL nazionale. In termini di quantità, è anche la principale fonte di rifiuti, precedendo di gran lunga l’industria e le economie domestiche private. Nella costruzione vi è quindi un grande potenziale per quanto riguarda l’utilizzo di materiali riciclabili e l’impiego di risorse locali.

      La riciclabilità riguarda in particolare il cemento e i suoi derivati, ma può estendersi anche ad altri ambiti, per esempio con l’impiego di materiali da costruzione e isolanti naturali, producibili a livello regionale, come l’argilla o la canapa.

      Esempio: presentazione I cantieri: la principale fonte di rifiuti in Svizzera

    • Settore dell’arredamento

      In Svizzera, la cifra d’affari della vendita di mobili e oggetti di arredamento ammonta complessivamente a circa 3,8 miliardi di franchi all’anno. Nell’ottica dell’economia circolare, si individuano grandi potenzialità soprattutto nell’impiego di materie prime pregiate riciclabili, nella corretta manutenzione dei materiali nonché nello smaltimento e nella rivalorizzazione dei prodotti.

      L’iniziativa «Make furniture circular», patrocinata dal Fondo pionieristico Migros e dalla Fondazione Pusch, promuove l’attuazione coerente di principi dell’economia circolare nel campo della produzione di mobili.

      In ambito privato si sono affermate da tempo forme di riutilizzo e vendita dell’usato. Basti pensare al grande numero di rigattieri e commercianti di antichità presenti in Svizzera.

      Anche nel settore dei mobili d’ufficio sono in atto iniziative innovative in materia di produzione e certificazione. Un ulteriore, importante, potenziale risiede nell’utilizzo di seconda mano, per scopi commerciali o privati, di mobili e arredi ad uso ufficio o alberghiero.

    • Settore metalmeccanico ed elettrico

      L’industria metalmeccanica costituisce tradizionalmente un pilastro delle esportazioni svizzere. Negli ultimi 30 anni, tuttavia, il numero di posti di lavoro offerti dal settore in Svizzera si è notevolmente ridotto a causa delle esternalizzazioni in altri Paesi. Malgrado questa tendenza, molte aziende di nicchia si sono mostrate resilienti e le loro potenzialità ai fini dell’economia circolare sono considerevoli, in particolare per quanto riguarda la costruzione, la fabbricazione e la commercializzazione di macchinari a livello locale o nazionale.

      Manutenzioni e riparazioni regolari possono prolungare la durata di vita di macchine e apparecchiature. Alcuni fornitori hanno per esempio sviluppato offerte di remanufacturing, sulla falsariga del fabbricante di macchinari da costruzione Caterpillar.

      Altri hanno messo a punto modelli di noleggio di macchinari e motori oppure piattaforme per lo scambio di conoscenze o per la consulenza, che consentono agli operatori del settore di apprendere a utilizzare le risorse disponibili in modo più efficiente ed ecologico.


Panorama

Contesto istituzionale dell'economia circolare

La Commissione europea ha recentemente elaborato un nuovo piano d’azione per l’economia circolare, il cui obiettivo principale è rafforzare la competitività delle attività economiche proteggendo l’ambiente e garantendo l’uso efficiente delle risorse. Questo strumento è uno degli elementi principali del «Green Deal» europeo, un nuovo programma per la crescita sostenibile in Europa.

Ulteriori informazioni sul piano d'azione per l'economia circolare europea sono disponibili sul sito web della Commissione europea.

Anche in Svizzera l’economia circolare è oggetto di particolare attenzione, come dimostrano soprattutto gli interventi parlamentari (iniziative, interpellanze e postulati) presentati gli scorsi anni.


Eventi

Eventi legati dell'economia circolare

Sulla piattaforma di Circular Economy Switzerland sono pubblicate regolarmente segnalazioni di eventi e manifestazioni volti a promuovere l’economia circolare e lo scambio di esperienze o a sostenere attori pubblici e privati.

L'elenco dei prossimi eventi si trova a questo link


Fonti

Le informazioni contenute nel presente modulo si basano sulle esperienze dei team regiosuisse e sulle seguenti fonti:

 

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