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UST: nuova versione della tipologia dei Comuni e della tipologia urbano-rurale

Il 9 maggio 2017 l’Ufficio federale di statistica (UST) ha pubblicato una nuova versione della tipologia dei Comuni e della tipologia urbano-rurale. Quest’ultima prevede tre categorie di comuni: urbani, intermedi e rurali. La nuova tipologia dei Comuni con 9 o 25 categorie sostituisce quella precedente che ne prevedeva 9 o 22. La rielaborazione si è resa necessaria in seguito ai cambiamenti intervenuti nelle strutture territoriali e nelle basi dati. Le nuove tipologie, che si basano sui dati del 2012, possono fungere da base per analisi territoriali differenziate.

Nella definizione pubblicata nel 2014, l’Ufficio federale di statistica aveva precisato il concetto di «spazio a carattere urbano 2012», che sostituiva la definizione di agglomerato del 2000. Poiché non permette di determinare in che misura i Comuni presentano un carattere rurale e come si differenziano, questa nuova definizione non si presta – come già quella del 2000 – per l’analisi degli spazi rurali e delle regioni di montagna. Parallelamente, l’UST ha utilizzato finora una tipologia dei Comuni complessa basata su 9 o 22 categorie, sviluppata negli anni 1990 e aggiornata l’ultima volta nel 2000. Questo metodo non corrisponde più alla realtà e ai bisogni attuali.

L’UST ha quindi deciso di sviluppare una nuova tipologia dei Comuni che tiene maggiormente conto delle differenze tra gli spazi territoriali. La nuova versione, pubblicata il 9 maggio 2017, è stata elaborata d’intesa con rappresentanti dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e con un gruppo di esperti. L’UST ha inoltre introdotto una ripartizione tra Comuni urbani, intermedi e rurali. La nuova tipologia si rifà alla distinzione introdotta nella definizione dello spazio a carattere urbano in tre categorie: centri urbani, aree sotto l’influenza di un centro urbano e aree fuori dall’influenza dei centri urbani. In una seconda fase queste tre categorie vengono a loro volta suddivise in tre sottocategorie, per le quali si applicano criteri di differenziazione come la densità, la dimensione e l’accessibilità. Per i «centri urbani» è determinante la dimensione dell’agglomerato, per le «aree sotto l’influenza dei centri urbani» la densità e per le «aree fuori dall’influenza dei centri urbani» la densità e l’accessibilità dei Comuni. In una terza fase, i 9 tipi di Comuni sono ulteriormente suddivisi in base a criteri socioeconomici. Complessivamente vengono proposti 25 diversi tipi di Comuni.

Oltre alla nuova tipologia dei Comuni, l’UST definisce una tipologia urbano-rurale che suddivide i Comuni in tre categorie: urbano, intermedio e rurale. Secondo questa tipologia i «Comuni di un centro rurale» della tipologia dei Comuni rientrano nella categoria urbano-rurale «intermedia», mentre i «Comuni periurbani di bassa densità» nella categoria «rurale».

La nuova versione della tipologia dei Comuni e della tipologia urbano-rurale offre una buona base per realizzare analisi differenziate a livello territoriale.

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